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SECCA DI SANTO STEFANO
Si tratta di una delle secche più grandi di Italia e con i suoi 8 chilometri di perimetro è un vero paradiso per i subacquei. I suoi fondali vanno dai 20 ai 40 metri e i suoi punti di immersione sono numerosissimi, in questa sede per semplicità ne descriviamo solo i più rappresentativi. Si trova a circa 20 minuti di navigazione dal diving.

Croce
E' l'immersione più conosciuta della secca e prende il nome da una croce commemorativa in ferro alta più di quattro metri appoggiata sul fondo circa dieci anni fa dalla società subacquei piemontesi. Tutta la cigliata rocciosa che dai 32 metri sale sino ai 23 è ricca di gorgonie rosse e spugne. Proseguendo sul lato destro della croce, dove la parete si fa meno ripida, si trovano numerose spaccature che offrono ricovero ad aragoste e ad un gruppo di cernie stanziali. Naturalmente è sempre assicurato l'incontro con numeroso pesce di passo.

Prof. max: 32 metri

Canyon
Da un punto di vista orografico è sicuramente una delle immersioni più suggestive di tutta la secca di Santo Stefano poiché si passa nel bel mezzo di due alte pareti rocciose che formano un piccolo canyon. Sulla parete sinistra del canyon vi sono molte gorgonie rosse mentre quella destra è più ricca di anfratti e spaccature che offrono ricovero anche ad un gattuccio.

Prof. max: 34 metri

Montecassino
Si tratta di una delle immersioni più accessibili a livello di quota di tutta la secca ma non per questo meno interessante. E' caratterizzata dalla presenza di un grosso scoglio rivestito di margherite di mare dove si incontrano menole, corvine, anthias e pesci di passo come carangidi e barracuda. Per la sua tranquillità questa immersione è adatta per delle splendide notturne.

Prof. max: 22 metri

Anfiteatro
In questa immersione l'andamento della parete rocciosa forma un vero e proprio anfiteatro naturale ricco di gorgonie rosse e gialle. Il sito è molto ricco di anfratti e spaccature che offrono riparo a gronghi, murene, polpi e cernie stanziali. Nella stagione giusta e frequente incontrare grossi banchi di pesce azzurro con al seguito numerosi barracuda in caccia.

Prof. max: 32 metri

Fascioni
Immersione poco frequentata caratterizzata da due ampi terrazzamenti rocciosi che si susseguono a quote differenti ricchi di spugne (gialle e viola). Questo sito essendo esposto alle correnti da est è adatto per incontrare pesce di passo come carangidi e ricciole.

Prof. max: 37 metri

Aereo Fiat BR20
E' il relitto dell'unico esemplare di bombardiere “Cicogna” ancora esistente in mare affondato la notte del 13 giugno 1945 su di un fondale sabbioso a 47 metri di profondità. Il BR20 era equipaggiato di due motori stellari a doppia raggiera da 1000 hp ciascuno che possiedono ancora i loro 24 cilindri e che sono tuttora molto ben conservati. Scendendo sul relitto si possono vedere le due eliche e la mitragliera dorsale ancora al loro posto mentre la tela che ricopriva le ali è andata completamente perduta. Facendo attenzione, dentro la cabina si può ancora vedere oltre alla cloche e al sedile del pilota il misuratore di velocità del velivolo riferita al vento, mentre nella parte sottostante del velivolo si può notare parte del carrello di coda e la gomma destra del carrello anteriore ancora intatta. Gli ospiti consueti del bombardiere sono grossi gronghi, murene e scorfani rossi. Più raramente si può avvistare un gattuccio che si nasconde nel relitto in attesa dell'imbrunire.

Prof. max: 47 metri

Canyon Terra
Si tratta della parte rivolta a nord-est del Canyon ed è caratterizzata da numerosi pinnacoli di roccia che si ergono dal fondo per diversi metri tutti molto ricchi di vita, soprattutto gorgonie rosse e spugne gialle. Durante questa immersione che solitamente viene svolta in drift non è raro imbattersi in barracuda e carangidi oltre al sempre presente pesce di passo.

Prof. max: 34 metri

Il Giardino
Immersione piuttosto impegnativa caratterizzata da una caduta di oltre cinque metri interamente rivestita di gorgonie rosse. In questo sito sono presenti molte spaccature che ospitano oltre ai consueti gronghi e murene anche aragoste di notevoli dimensioni. Proseguendo lungo la parete si giunga ad una grossa tana che ospita la cernia più grossa da noi mai vista sulla secca.

Prof. max: 35 metri

Secca di Ponente
Si tratta della parte meno frequentata della secca di Santo Stefano poiché la visibilità spesso lascia a desiderare. Questo sito se frequentato nelle giornate giuste è ricchissimo di pesce ed anche la sua flora a causa della scarsa frequentazione risulta essere particolarmente integra.

Prof. max: 36 metri

La Coda
L'immersione della coda prende il nome dal fatto che sul pianoro, prima della caduta rocciosa, si trovano i resti della coda di un aereo. Su questo “pezzo” di relitto non si sa nulla di preciso ma i più suppongono che si tratti della parte poppiera di uno Junker mentre su dove sia finita la restante parte niente è dato sapere. Giunti alla caduta si possono ammirare numerose gorgonie rosse e i rari saraghi faraone così chiamati per il loro nuotare tranquillo e 'regale' che in questo sito sono veramente tanti e arrivano a misurare anche 50/60 cm di lunghezza.

Prof. max: 37 metri
IMMERSIONI
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